Top 10 Features: Modellazione di Zona e Sformo di Zona

Concludiamo la nostra rubrica sulla Top 10 delle funzionalità di ThinkDesign con un ultimo approfondimento su Modellazione di Zona e Sformo di Zona.

 

La Modellazione di Zona estende le potenzialità della Modellazione Globale, consentendo di applicare tutte le funzionalità del GSM a determinate zone (facce) di un modello solido. Questa tecnologia innovativa permette di modificare localmente e a posteriori qualunque tipo di solido, sia in formato nativo che importato, mantenendo la completa associatività ed in un tempo nettamente inferiore rispetto agli approcci tradizionali.

Questo approccio di progettazione risulta particolarmente adatto alla modellazione di quei prodotti di consumo dove, alle qualità meccaniche e funzionali, si aggiungono importanti caratteristiche stilistiche dettate dal design.

La particolare flessibilità del comando “Modellazione zona” consente al progettista di apportare modifiche controllate in qualsiasi fase del processo produttivo e di propagare le stesse a tutte le lavorazioni successive già presenti nel modello, senza doverle ridefinire.

La Modellazione di Zona mette a disposizione dell’utente strumenti molto avanzati di modifica di forme 3D. In particolare, è possibile sfruttare il comando “Modellazione zona” (AZM – Advanced Zone Modeling) per effettuare una modifica locale su particolari facce di modelli parametrici o assegnare angoli di sformo a forme più o meno complesse utilizzando la funzione “Sformo zona” (AZD – Advanced Zone Draft).
Entrambi i comandi permettono di interagire direttamente nell’albero della storia (Struttura modello), modificando, oltre alla struttura geometrica, anche quella topologica che definisce le proprietà del modello.

Andiamo ora a conoscere più da vicino le potenzialità del comando “Modellazione zona” applicato su un modello parametrico!

Supponiamo, ad esempio, di dover modificare la curvatura della bottiglia illustrata nell’immagine qui sopra e sulla quale sono già presenti delle lavorazioni solide che desideriamo mantenere. In particolare, vogliamo che i dettagli dell’impugnatura non vadano persi a seguito di una modifica delle superfici di ingombro del solido.

Le superfici principali definiscono lo stile del prodotto finito e sono state generate a partire da curve di bordo che potranno essere assunte qui come regole di condizione per la modifica.
I comandi di Modellazione di Zona, infatti, operando nel contesto del GSM, presentano una struttura del tutto simile a quelli della Modellazione Globale, con entità “Da conservare” (Preserving), entità “Da far corrispondere” (Matching) e strumenti di controllo della precisione e del livello di approssimazione per l’analisi del risultato.

Una volta selezionate le facce adiacenti alla curva da modificare, l’opzione “Da conservare automatico” (AutoPreserving) permette di mantenere automaticamente i bordi delle superfici. Alle curve di bordo saranno allora applicati dei vincoli in base a come esse si interpolano con le altre facce del solido ed in base alle condizioni di vincolo scelte.

Dopo aver confermato l’operazione, noteremo che la bottiglia è cambiata e segue la nuova curva di stile da noi definita.

Passiamo ora invece a vedere le potenzialità dello Sformo di Zona (AZD), che consente di realizzare uno sformo partendo da geometrie topologicamente complesse che richiederebbero elevati tempi di modellazione. Per esempio, realizziamo un piccolo sformo per simulare il ritiro del materiale su un oggetto finito, avente quindi facce raccordate, e magari importato da un formato standard come lo STEP.

A differenza del comando “Angolo di sformo”, con lo “Sformo zona” è possibile assegnare lo sformo voluto senza dover rimuovere i raccordi già presenti sia alla base che alla sommità.
Questo comando si presenta in una forma nettamente più semplice rispetto al comando “Modellazione zona” e, di conseguenza, diventa fondamentale definire in modo corretto la direzione rispetto cui eseguire lo sformo delle facce.

Un’altra opzione rimarchevole di questo comando è data dalla possibilità di assegnare un vincolo di sformo, che può essere di due tipologie: forte oppure debole.
Il vincolo di sformo “forte” si rivela molto utile nella realizzazione di componenti meccanici: infatti, le nuove superfici generate mantengono strettamente i vincoli di posizione assegnati. Il vincolo “debole”, invece, esprime le sue potenzialità soprattutto nell’ambito dell’industrial design, permettendo infatti di creare superfici più dolci.

Concludiamo questo excursus sulla Modellazione di Zona con un consiglio smart: se si interrompe la sessione del comando “Modellazione zona”, le selezioni e le impostazioni non verranno perdute ma “congelate” in modo da consentirne il riutilizzo. Con il pulsante “Ripristina selezione”, infatti, potranno essere richiamate senza che sia necessario ridefinirle, e risulterà molto vantaggioso in quelle situazioni complesse dove l’operazione richiede tempi elevati.

 

 

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